lunedì 5 dicembre 2011

La tavola Ouija



La tavola Ouija è uno strumento che viene usato per mettersi in contatto con i defunti. È una tavola sulla quale sono disegnate lettere, numeri e parole; una tavoletta triangolare sostenuta da due rotelle dovrebbe muoversi da sola sulla tavola, formando un messaggio, quando le dita di una persona sono leggermente poggiate.
I sostenitori del paranormale utilizzano la tavola Ouija come strumento di canalizzazione e sono sicuri che i messaggi che ricevono dagli spiriti siano veri.

Le regole guida per chi intende usare la tavola Ouija sono:
  1. Non usare mai la tavola Ouija da soli, o in un posto in cui si crede che gli spiriti si possano riunire, come cimiteri, luoghi infestati e posti in cui si sono consumate tragedie.
  2. Per proteggersi, visualizzare attorno al proprio corpo una luce bianca.
  3. Trattare sempre gli spiriti evocati con cortesia e rispetto.
  4. Non permettere agli spiriti di contare i numeri o l’alfabeto in senso decrescente, se completano la sequenza riusciranno a sfuggire dalla tavola.
  5. Se la placchetta triangolare indica ripetutamente il numero 8, vuol dire che è controllata da uno spirito malvagio.
  6. Il solo modo per proteggersi, nel caso uno spirito malvagio dovesse infestare la tavola, è usare la placchetta capovolta.
  7. Non cercare di distruggere una tavola Ouija bruciandola: si dice che essa urlerà e chiunque senta quel grido morirà entro 36 ore…
  8. Non esporre mai domande riguardo a Dio.
  9. Non chiedere mai in quale giorno o in che modo si morirà.
Ci sono varie testimonianze di persone che affermano di aver ricevuto dalla tavola Ouija delle informazioni che poi si sono rivelate vere. Ma è possibile che in alcuni casi il messaggio comunicato derivi dagli impercettibili movimenti delle dita, influenzati dal subconscio delle persone che la utilizzano.
La tavola Ouija venne inventata nel 1890 da E. C. Reiche, Elijah Bond e Charles Kennard. Il progetto fu migliorato in seguito da William Fuld che la chiamò “Ouija”, dalle parole francesi e tedesche per “sì”: “oui” e “ja”.

1 commento:

  1. in che senso non dobbiamo permettere loro di contare al contrario, dobbiamo bloccare la placchetta o continuare a chiedere domande?

    RispondiElimina